mercoledì 28 novembre 2012

LA FORMAZIONE ESPERIENZIALE E LE METAFORE FORMATIVE.



La formazione esperienziale e i suoi metodi, nonostante siano collegati alle metodologie formative non tradizionali, si sviluppano e tentano di generare delle intime trasformazioni nei destinatari di tali interventi. Riuscire a “stressare” certe caratteristiche emotive o razionali degli individui è fondamentale per il raggiungimento deglii scopi per cui sono stati progettati i corsi. Il partecipante, infatti, apprende utilizzando tutti i suoi canali: cognitivo, emotivo e fisico; inoltre, tanto più sono coinvolti tutti e tre in modo consistente quanto più cresce il livello di esperienzialità delle attività formative. Il partecipante, protagonista attivo, apprende attraverso l’allenamento, la prova e la sperimentazione dei propri comportamenti. Egli si osserva mentre agisce (auto-osservazione), osserva il comportamento degli altri (etero-osservazione) e  si ferma per discutere e riflettere con gli altri (debriefing). Questo porta a scoprire sia le conseguenze negative di alcuni nostri comportamenti sia a prendere consapevolezza e valorizzare i comportamenti costruttivi inconsapevoli. E’ bene chiarire, a tal punto, che non vengono eliminati del tutto le metodologie e gli strumenti tradizionali ma sono usati per organizzare  e potenziare l’apprendimento e così rendere più agevole la possibilità di trasferire in essi i comportamenti tipici della propria e reale quotidianità lavorativa. Il processo di apprendimento si connette, infatti, a situazioni concrete: le attività proposte sono reali e le conseguenze dei propri comportamenti immediati. Tramite l’utilizzo della metafora, in particolar modo, l’attività proposta risulta formativa proprio perché legata metaforicamente all’uso di determinate competenze target utili nel proprio ruolo professionale. I vari metodi usati dalla formazione esperienziale formano un campo eterogeneo: occorre evitare di identificarlo automaticamente soltanto con l’outdoor training (in quanto utilizza anche attività indoor) di cui però è un valido e noto metodo.
Cos’è l’outdoor training?
E’ un insieme di metodi destinati alla generazione di un processo di apprendimento in situazioni non solite o addirittura estreme per gli individui/lavoratori. Si tratta di attività di formazione spesso strambe o svolte in condizioni ed ambienti inusuali (ad esempio in territori naturali) che presuppongono da parte dei partecipanti un grande impegno fisico o mentale e l’assegnazione di compiti connessi a problemi, situazioni, vincoli realmente esistenti nelle attività di ogni giorno. Si va oltre l’aula e la classe, riuscendo così a sbloccare schemi mentali e comportamentali ormai obsoleti. Vivere la formazione fuori dal proprio ambiente di lavoro  permette alle persone di sfidare e auto-sfidarsi mettendo alla prova le proprie capacità senza preoccuparsi degli effetti di eventuali errori. 

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