La formazione esperienziale e i suoi metodi, nonostante siano
collegati alle metodologie formative non tradizionali, si sviluppano e tentano
di generare delle intime trasformazioni nei destinatari di tali interventi.
Riuscire a “stressare” certe caratteristiche emotive o razionali degli
individui è fondamentale per il raggiungimento deglii scopi per cui sono stati
progettati i corsi. Il partecipante, infatti,
apprende utilizzando tutti i suoi canali: cognitivo, emotivo e fisico; inoltre,
tanto più sono coinvolti tutti e tre in modo consistente quanto più cresce il
livello di esperienzialità delle attività formative. Il partecipante,
protagonista attivo, apprende attraverso l’allenamento, la prova e la
sperimentazione dei propri comportamenti. Egli si osserva mentre agisce
(auto-osservazione), osserva il comportamento degli altri (etero-osservazione)
e si ferma per discutere e riflettere con
gli altri (debriefing). Questo porta a scoprire sia le conseguenze negative di
alcuni nostri comportamenti sia a prendere consapevolezza e valorizzare i
comportamenti costruttivi inconsapevoli. E’ bene chiarire, a tal punto, che non
vengono eliminati del tutto le metodologie e gli strumenti tradizionali ma sono
usati per organizzare e potenziare l’apprendimento e così rendere
più agevole la possibilità di trasferire in essi i comportamenti tipici della
propria e reale quotidianità lavorativa. Il processo di apprendimento si
connette, infatti, a situazioni concrete: le attività proposte sono reali e le
conseguenze dei propri comportamenti immediati. Tramite l’utilizzo della
metafora, in particolar modo, l’attività proposta risulta
formativa proprio perché legata metaforicamente all’uso di determinate competenze
target utili nel proprio ruolo professionale. I vari metodi usati dalla formazione
esperienziale formano un campo eterogeneo: occorre evitare di identificarlo
automaticamente soltanto con l’outdoor training (in quanto utilizza anche attività indoor)
di cui però è un valido e noto metodo.
Cos’è
l’outdoor training?
E’
un insieme di metodi destinati alla generazione di un processo di apprendimento
in situazioni non solite o addirittura estreme per gli individui/lavoratori. Si
tratta di attività di formazione spesso strambe o svolte in condizioni ed
ambienti inusuali (ad esempio in territori naturali) che presuppongono da parte
dei partecipanti un grande impegno fisico o mentale e l’assegnazione di compiti
connessi a problemi, situazioni, vincoli realmente esistenti nelle attività di
ogni giorno. Si va oltre l’aula e la classe, riuscendo così a sbloccare schemi
mentali e comportamentali ormai obsoleti. Vivere la formazione fuori dal
proprio ambiente di lavoro permette alle
persone di sfidare e auto-sfidarsi mettendo alla prova le proprie capacità
senza preoccuparsi degli effetti di eventuali errori.
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